Al
Festival Beat ho conosciuto Fernando e Rossano, rispettivamente chitarra principale
e basso del combo senese. Non avevo mai avuto occasione di vederli suonare,
ma recensioni lette in giro dicevano gran bene dei loro shows. La cinquantina
scarsa di persone presenti al circolo ARCI la sera del 26 giugno 1998 ha decisamente
gradito il loro set, la cui scaletta era composta di un buon numero di originali
e di cover scelte con gran gusto (Sonics, Link Wray, Pipeline, Wipe Out...).
La chiacchierata è avvenuta il giorno seguente, nel prato della Villa Braghieri
di Castel San Giovanni. Ah, mi stavo dimenticando di presentarvi il resto dei
componenti: Michele alla batteria, e Paolo alla chitarra ritmica.
Allora, quando avete cominciato a sviluppare questo gusto che vi guida nella vostra produzione musicale?
Fernando: Mah, già nei gruppi che avevamo in precedenza suonavamo... che ufficialità [ride]... questo genere, o comunque pezzi surf, rock androll e garage. Ora suoniamo insieme dal '97, e continuiamo a fare la musica che ci piace.
A proposito delle vostre esperienze precedenti, io avevo sentito parlare dei Pikes In Panic [se ne parlava gran bene già su Lost Trails # 3, del 1986, dove venivano paragonati nientepopodimeno che ai Fuzztones!]; spiegami un po' "chi suonava dove" prima della nascita dei Ray Daytona & The Goo Goo Bombos.
F: Sì, Michele nei Pikes In Panic suonava la batteria. Io ho suonato per quattro anni nei Ratoblanco, mentre gli altri due, Rossano e Paolo, hanno militato in gruppi della nostra zona, che però non hanno mai lasciato nulla di inciso.
Come vedi ora il vostro futuro, dopo l'uscita del demo e del sette pollici? A me sembra che il singolo abbia suscitato ottime impressioni, tu che ne dici?
F: Beh, non ci possiamo lamentare, il singolo è quasi esaurito, ne abbiamo stampate mille copie e ce ne rimangono pochissime, quindi per adesso va alla grande. Inoltre abbiamo un altro singolo in uscita per la fine dell'estate, con quattro pezzi, si chiamerà Motor City Dragway. Probabilmente sarà ancora autoprodotto.
Non avete provato a trovare dei contatti, magari anche all'estero? Basterebbe fare circolare il vostro primo singolo tramite scambi, qualche recensione su fanzines americane e il nome ve lo fareste subito.
F: Mah, si è provato a spedirlo un po' in giro, l'abbiamo mandato anche all'estero, negli Stati Uniti. Abbiamo fatto scambi con la Finlandia... sì, in Finlandia qualcuno è interessato, però sono cose che van per le lunghe, e quando hai materiale nuovo hai voglia di farlo uscire subito, non puoi apettare sei-otto mesi perché qualcuno ti dica "te lo faccio uscire io". Magari nel frattempo già non ti piace più, e vuoi fare uscire altre cose... è questo il problema.
Di pezzi ne avete pronti molti altri?
F: Per ora abbiamo una scaletta di trenta pezzi, di cui più della metà sono nostri, e continuiamo a scriverne di nuovi,... sì, sotto questo punto di vista siamo prolifici!
E che ne pensate di fare uno split con qualche gruppo italiano?
F: Ci sarebbero un sacco di gruppi italiani con cui varrebbe la pena di fare split, non sto neanche qua a dirteli tutti. L'ultimo gruppo con cui abbiamo parlato di questa possibilità sono i Doo Doo Runners, che sono gli ex Kerosene, adesso fanno cose alla New Bomb Turks, alla Revelators... chissà, forse lo facciamo davvero...
Mi pare di capire che non siate proprio dei puristi, oltre alla musica strumentale ascoltate anche altri generi, tipo il punkrock?
F: Sicuro, dei gruppi usciti alla ribalta recentemente ci piacciono moltissimo gli Humpers, e puoi capire che, musicalmente parlando, non abbiano molto a che vedere con noi... forse a livello di attitudine, qualcosa ci avvicina...
Come va a concerti? State suonando parecchio in giro?
F: Ultimamente di concerti ne abbiamo fatti un sacco, e non te lo dico così, per l'intervista [ride]... D'estate ne stiamo facendo davvero una cifra, d'inverno un po' meno. D'inverno la scena è un po' quella che è, devi sempre rifarti ai soliti locali, che magari nel corso dell'inverno ti fanno suonare anche due o tre volte, però sono più o meno sempre gli stessi. Invece d'estate, con le varie iniziative all'aperto (alcune delle quali a volte non all'altezza della situazione), si riesce a suonare molto di più.
Che tipo di rapporti avete con i centri sociali? Vi piace suonarvici?
F: Altroché, la situazione dei centri sociali ci interessa eccome. Nel nostro piccolo siamo politicizzati anche noi, sebbene forse non si riscontri nella musica... Le idee sono idee, non si scappa!
Sottoscrivo in pieno la tua affermazione. Cambiando discorso, preferite i gruppi strumentali californiani "delle origini", o i gruppi dal suono più "sporcato" da altre influenze?
F: Beh, sicuramente i gruppi surf degli anni Sessanta hanno fatto TUTTO quello che c'era da fare... ti parlo dei soliti, grandissimi Ventures, Original Surfaris, Lively Ones, Challengers, Dick Dale... però a noi piacciono moltissimo anche le prime cose dei sixties, un nome su tutti Link Wray, che deve essere venerato al limite dell'esagerazione.
E invece, gruppi odierni?
F: A me personalmente piacciono moltissimo i Satan's Pilgrims... e i Phantom Surfers. Invece, a Rossano, per esempio, piace più il surf new wave, sporcato, dei Man Or Astroman?, che secondo me sono un po' freddi, sebbene i primi tre dischi non siano neanche male, più che dignitosi. Sì, poi hanno cambiato genere...
F: Chiaro, a un purista cose di questo tipo fanno arricciare il naso.
Ne parlavo qualche tempo fa con i Cosmonauti...
F: I Cosmonauti sono davvero grandi. Ci abbiamo suonato anche insieme. Se gli parli dei Piranha, che era un altro gruppo in cui stavamo prima io e Michele, si ricorderanno di noi. Abbiamo aperto per loro a Siena.
Ti stavo dicendo, parlando con loro, mi hanno fatto capire che per loro tutta la musica di adesso non ha molto significato, se paragonata a ciò che c'è stato nei Sessanta... tu che ne pensi?
F: Anch'io la penso così, sebbene non si tratti di una verità assoluta. Qualcosa di buono c'è anche adesso. Io compro comunque anche dischi di gruppi moderni, i quali poi si rifanno a un sound vecchio. Forse è solo questione di gusti, non me la sento di affermare una verità per tutti, questa è una verità che vale per me, altri possono benissimo non condividerla...
Le vostre registrazioni sono fatte in studio? Vi interessa un tipo di suono pulito e trattato con cura?
F: Non necessariamente. Le nostre registrazioni sono fatte in studio, ma fino ad adesso non abbiamo avuto incisioni raffinatissime. Registriamo quasi esclusivamente dal vivo, quindi il sound risulta sempre abbastanza sporco e grezzo, e non risente secondo noi di cali di energia. Abbiamo anche registrazioni dal vivo che magari sfrutteremo prossimamente.
Per l'appunto, oltre all'uscita del nuovo sette pollici, avete altri progetti futuri? I vostri fans reclamano un LP!
F: Per ora abbiamo registrato questi quattro pezzi con l'aggiunta di un Farfisa, che quindi aggiunge qualcosa di nuovo al nostro sound surf-garage. Io ci trovo anche venature un po' beat nel nuovo singolo. Prima di fare un LP avremmo l'idea di registrare un dieci pollici, se qualcuno si facesse avanti... perché fare sempre tutto da soli è duro!
E a proposito di questo Festival Beat, come ti è sembrata l'organizzazione? Tenuto comunque conto che l'organizzazione di un evento di questo tipo va sempre lodata, che ne pensi del fatto che si debba pagare per tutte le serate, e che vi abbiano fatto suonare in un altro posto, in un locale, al chiuso e quindi con un alto rischio per la presenza di spettatori, e per di più con un gestore che sclerava dopo neanche un'ora di concerto?
F: Effettivamente il nostro concerto non è stato proprio fortunatissimo, poteva andare meglio... Comunque tutto sommato un po' di gente è venuta, chi è venuto è rimasto più che soddisfatto... Ci è dispiaciuto per il prezzo supplementare che è stato fatto pagare anche a qualche nostro amico, però...
Io penso che, senza nulla togliere al valore di chi si è sbattuto per organizzare questa iniziativa, sia stato un po' tradito quello che era il clima degli anni scorsi, ovvero guarda un po' tutti questi banchetti: io non ne potrei fare a meno, ma penso che la cosa sia stata un po' troppo commercializzata, si è arrivati addirittura al punto di vendere i manifesti...
F: Per me questa è la prima volta al Festival Beat, quindi non ho un metro di paragone. Ti posso dire però che è difficile trovare una manifestazione che riesca a mantenersi con un minimo contributo... le cinque carte dell'ingresso tutto sommato ci possono stare, io avrei evitato il deca supplemantare per vedere noi e i Changing Men. Comunque non so che tipo di costi vadano sostenuti, noi siamo venuti con il semplice rimborso spese, non so come vada per gli altri gruppi... penso che sia lo stesso.
Pensi che la situazione si sia risolta nella classica "Battle of the Bands" o più in una specie di Woodstock? Pensa che ieri c'erano pure i bonghi...
F: Ecco, i bonghi sono l'unica cosa che non ho apprezzato. Non sopporto i bonghi, i bonghisti e, salvo rare eccezioni, i gruppi che hanno i bonghisti in formazione...
Tranne i Fifty Foot Combo!
F: Tutto sommato non è stata una "Battle of the Bands" perché non ho visto alcun tipo di competizione tra i gruppi, anzi, il rapporto tra i gruppi mi è sembrato sano; non ho visto gruppi che se la tirano. In generale, a parte il fatto che la nostra presenza avrebbe potuto essere utilizzata meglio, l'esperienza è stata molto positiva.
[Arriva Rossano con i suoi acquisti] Ciao Rossano, che hai comprato?
R: Mah, ho scambiato un nostro singolo con i Bradipos IV, che mi sono gustati parecchio, sono tosti. Poi una copia del #14 di Misty Lane, ... [orrendi rumori coprono la fine del discorso]
Aggiornamento
Non ho neanche il tempo
di fare uscire la fanzine (...scherzo!) che voi già buttate fuori il 2° e siete
pronti per il 3° 7". Come è avvenuto il contatto con la Pure Vinyl? Avete scritto
voi, o sono stati loro a contattarvi?
F: Ci era piaciuto molto il 7"dei Polaris prodotto da Gerhard e così gli abbiamo
spedito il nostro primo singolo "Ray's own business", è rimasto talmente entusiasta
che ci ha chiesto subito di uscire per la sua etichetta, purtroppo non abbiamo
avuto il piacere di conoscerlo di persona,ma ci è parso veramente un tipo tosto,
almeno per come si è comportato con noi.
Vi hanno lasciato tutta la libertà che avete avuto con i primi due singoli autoprodotti?
F: Scherzi! totale libertà, sia nella scelta dei brani,dello studio di registrazione,
della copertina (che abbiamo fatto interamente da noi anche stavolta), ecc.,
è come se ci fossimo autoprodotti, solo che i soldi per la stampa li ha tirati
fuori lui.
Siete rimasti d'accordo solo per questo singolo, o vi produrrà anche le prossime
cose?
F: Per ora l'accordo prevede solo l'uscita di questo singolo, poi, magari se
va bene sarà lui a valutare o meno se farci altre proposte, nel frattempo stiamo
pensando di registrare i molti pezzi nuovi che abbiamo, magari riuscendo a pubblicare
un Lp prima possibile, stiamo prendendo accordi per poter uscire a settembre,
magari facendo uscire un singolo prima dell'estate, vedremo, abbiamo un po'
di proposte e si tratta di valutare le migliori.... (non ti anticipo niente
per scaramanzia...)