Ho conosciuto i Cosmonauti tramite vox populi, stampa e varie
conoscenze ne dicevano un gran bene. Da circa un anno vederli in concerto
e scambiare due chiacchere con loro era uno dei miei sogni, io continuavo (e
lo faccio tuttora) ad ascoltare il 7" su Misty Lane, sognando peraltro di mettere
le mani sul loro primo lavoro, il singolo uscito nel '95 per la Reverendo Moon.
Si sa che prima o poi i sogni si avverano: il 7 Dicembre dell'anno scorso, al
Thunder Road di Codevilla (PV), ho potuto assistere al "mio" primo concerto
dei Cosmonauti, li ho conosciuti e ho potuto constatare di persona che tutte
le voci sulla loro tecnica sono vere, e che al contrario tutte quelle riguardanti
la loro presunta superbia sono frutto di invidia. I ragazzi romani sono persone
molto tranquille e disponibili (ce ne fossero come loro), con una grande competenza
della musica che suonano. Beh, lasciamo parlare loro... Ah, quasi dimenticavo:
qualche tempo fa si è realizzato anche il secondo sogno, ho trovato una copia
dell'ormai rarissimo Surfin' With, è spaziale...
Le presentazioni...
S: Io sono Stefano e suono la chitarra.
A: Alessandro, suono la batteria. E gli altri?
A: Gli altri due sono mio fratello Massimo che suona il basso e Andrea, che sta arrivando adesso, che suona la chitarra.
Cosa fate nella vita? Come sopravvivete?
A: C'è chi studia, c'è chi lavora, in parte facciamo i mantenuti e in parte no.
Da quanto tempo suonate? Avete avuto esperienze precedenti con altri gruppi?
S: Come Cosmonauti suoniamo insieme da circa tre anni (ormai quasi quattro), ognuno ha avuto delle esperienze con altri gruppi, io per esempio, prima di cominciare con questo gruppo suonavo in un altro gruppo surf, chiamato Igor & The Hentchmen, e prima ancora con i Rising Few, un gruppo garage-beat. Degli altri non ti so dire con precisione, non vorrei sbagliare... Ah, stavo dimenticando quello che è forse stato il gruppo più importante, i Flies, suonavamo folk-rock.
Come vi è venuta in mente, agli inizi, l'idea di formare un gruppo surf?
S: Per quanto mi riguarda, quando ho sentito il mio primo disco surf, che è stato il primo volume di Strummin' Mental, sono rimasto folgorato, così ho deciso che questa era la strada da seguire, il genere che mi appassionava di più, e ho voluto a tutti i costi suonare in una band surf.
Quindi tutto è nato da Strummin' Mental...
S: Sì, Strummin' Mental e tutte le nuove ristampe uscite verso la fine degli anni '80.
Di quali etichette?
S. Soprattutto della Crypt, ma anche dischi originali, compilations... Poi chiaramente ho piano piano incominciato ad interessarmi sempre più alla musica strumentale, ho conosciuto gli Shadows che prima non mi piacevano e che adesso adoro, Dick Dale, i classici insomma.
Quali erano i vostri ascolti di infanzia? Le magagne nascoste...
S: Mah, io ricordo che ascoltavo musica commerciale, che passavano alla radio. Ho cominciato ad ascoltare musica di un certo tipo, rock, beat, con i Doors, i Rolling Stones, anche i Beatles.
A: Quando ero molto piccolo, tipo 14 anni, ricordo vagamente i Toto... Aspetta, a 12 anni mi ricordo i Rockets, quelli argentati, poi sono andato subito verso l'hardcore... In seguito ho cominciato a suonare in un gruppo garage, e da lì mi sono avvicinato ai sixties.
Si dice in giro che voi siate quelli che suonano meglio...
A e S: Grazie!
...che a livello strumentale siate dei capi. Ma che fate con gli strumenti, ve li portate anche a letto? Provate molto?
S: Beh, io suono davvero molto, vado ancora a lezioni di chitarra, sto tutto il giorno a suonare ed esercitarmi, perché mi piacerebbe diventare un professionista... in un certo senso già lo sono [ride], perché studio molto e faccio anche collaborazioni con altri gruppi.
A: Io ho suonato molto, ho passato moltissimo tempo in saletta con i miei vari gruppi, vari progetti poi finiti nel nulla. Mi sono applicato parecchio... Sono anche camaleontico, se mi fai sentire una cassetta mi calo subito nella situazione...
Ora arriva la domanda che più merita una risposta: il surf è diventato una moda?
S: Se è una moda? Diciamo che come in tutte le cose, c'è sempre il risvolto modaiolo... Però devo anche dire che per quanto riguarda il surf, io non ho mai notato una vera e propria moda, un aspetto commerciale, soprattutto in Italia dove è un genere "minore". Più in generale, per i suoi aspetti connessi con il beat ed il garage, ha comunque un lato estetico. Certo, c'è chi lo segue per moda e chi in questa musica ci crede davvero... A: Mmmmmmmmmhhh... (ed era pure più lungo) Allora, come dicono gli Impacts (americani)... Ah, colgo l'occasione per fare un po' di pubblicità, è appena uscito un CD, una compilation tedesca di gruppi surf, ci siamo noi, ci sono appunto gli Impacts e gli Chantays, riunitisi apposta per l'occasione... stavo dicendo... come dicono loro nelle varie interviste, che ho letto su Pipeline e su altre riviste americane, il film Pulp Fiction ha avuto il merito di far conoscere il surf ad un pubblico un po' più vasto... Gli effetti non sono stati però molto profondi, ora il surf è solo musica un po' meno sconosciuta... E' stata comunque interpretata, infatti se noti i gruppi che hanno fatto successo sono i Man Or Astroman? e altre contaminazioni allucinanti. Purtroppo il surf rigoroso è rimasto sempre underground. Stefano dice che non c'è mai stato un vero e proprio boom del surf, proprio per questo.
Che legami avete con gli altri gruppi surf in Italia? Con chi avete condiviso il palco?
S: I gruppi surf in Italia si contano sulle dita di una mano, noi abbiamo suonato con le Ups!, ci suoniamo spesso, poi gli Uninvited, che suonano un surf un po' interpretato a modo loro... Coi Bradipos IV non ci abbiamo mai suonato, ma li apprezzo molto, ritengo che siano il più grande gruppo strumentale in Italia (bel complimento, fatto da uno dei Cosmonauti!)
Ieri hanno suonato da noi a Bergamo...
A: Hanno raccolto la nostra eredità, diciamo [ride]!
Come reagiscono a Roma alla vostra proposta musicale, per così dire "reazionaria"?
S: Dobbiamo dire che il riscontro è altamente positivo, i nostri concerti piacciono molto perché proponiamo un genere che è sì vecchio, ma che rappresenta una novità per la gente.
A: A questo proposito, volevo dire che, avendo noi cominciato a suonare prima del nuovo boom del surf, nel momento di maggiore interesse per il surf, venire a vedere i Cosmonauti era considerato un fattore quasi di prestigio, di moda... Infatti una grossa fetta del nostro pubblico, neanche esiguo, ce la siamo ritagliata tra i giovani, soprattutto delle scuole superiori... Questa gioventù d'oggi, molto ricca... Infatti l'anno scorso frequentavo ancora il liceo [ormai gli anni sono diventati due]! Ci sono posti dove suonare nella vostra zona? Preferite i locali o i centri sociali?
A: Sicuramente i centri sociali sono stati un trampolino di lancio, perché era facile suonare... Hanno comunque dei limiti, nel suono e nell'organizzazione; anni fa c'era anche il problema del budget, oggi forse si è capito che i gruppi vanno pagati quanto il service. Per quanto riguarda i locali, ci troviamo bene, però non è molto facile suonare, soprattutto per noi che suoniamo musica strumentale. Non siamo un prodotto digeribile, quando organizzo le date mi trovo spesso in difficoltà. Al momento del boom, quando c'erano le serate surf, chiaramente trovavamo meno difficoltà nel suonare. Sai com'è, i tempi passano, e restiamo noi [ride]...
Conoscete i Royal Knightmares di Roma? Che rapporti avete con loro?
A: Innanzitutto, quando si parla dei Royal Knightmares, si parla di Massimo Del Pozzo. Alcuni di noi lo conoscono da moltissimi anni. Lui ha secondo me una vera passione per la musica sixties-oriented, fa molto per questo movimento. I Royal Knightmares sono in realtà un gruppo fantasma, perché non suonano mai in giro; sì, incidono sette pollici, ma un gruppo per esistere deve suonare, deve fare concerti. In ogni caso ciò che hanno inciso è di buon livello, sono conosciuti all'estero. Forse abbiamo molti più legami con gli Others, abbiamo suonato con loro più di una volta.
Ho letto un'intervista che vi avevano fatto per lettera, in risposta alla domanda "Quali sono i vostri gruppi preferiti?", e anche in risposta alla domanda successiva, avete risposto "Noi conosciamo solo Atlantics, Shadows e Ventures". Era una risposta ironica?
S: Noi siamo amanti di molti generi musicali, non solo del surf strumentale, come ti dicevo io ho iniziato ascoltando gruppi garage-beat. Anche adesso, studiando chitarra, mi devo per forza interessare anche a generi più "intellettuali" come il jazz e la classica, musica brasiliana... Se vuoi dei nomi...
Non è il caso... Progetti futuri, previsioni per stasera e conclusioni.
A: I progetti riguardano l'LP che ormai abbiamo pronto da tempo a livello di pezzi, ora dobbiamo iniziare a registrare; il nostro obiettivo è sempre stato quello di fare i soldi [ride]... Abbiamo conosciuto una persona che ce lo produrrebbe, impegnandosi anche nel lancio, in Italia, sebbene non sia un mercato florido, e all'estero. Inizieremo a registrare in Gennaio, pensiamo che ne verrà un buon disco. Previsioni per la serata... Sembra che suoneremo per primi, e qua non dico più niente altrimenti cadono un sacco di teste [ride], quindi sto zitto e mi censuro,... Tutta colpa delle Ups! [rivolto a Febo, seduto al tavolo con noi], che vogliono suonare per terze. Saluti e baci, non salutiamo le Ups! [scherza con Febo], anzi non salutiamo nessuno perché... basta, basta, siamo delusi e amareggiati...
S: Beh, come nuovi progetti io ho intenzione di mettere su un gruppo powerpop... Inoltre ci tengo a dire che questo disco che deve uscire non suonerà solo surf, ma anche rock and roll strumentale, infatti da un po' stiamo seguendo le orme dei mitici Shadows, dei Fireballs... Beh, è tutto, enjoy Cosmonauti!
E così è finita... Quella sera i Cosmonauti hanno spaccato davvero il culo a tutti, sono stati maestosi... Ho rivisto Alessandro, sempre nello stesso locale, al festival punkrock Beat On The Brat, dove doveva suonare con il suo nuovo gruppo, i Bingo. Mi ha detto che è ormai pronto il loro debutto sulla lunga distanza, si parla purtroppo dell'odioso CD. Speriamo che non si dimentichino degli amanti del vinile! Restate comunque sintonizzati su KWSM (Ke Viva Surf Music) fm 9000, sarete subito informati. P.S. Effettivamente, i Cosmonauti non hanno deluso noialtri vinyl-maniacs: l'album Just Surf è disponibile anche in meraviglioso vinile bianco a 180 gr!