Questa intervista è stata realizzata il 6 Dicembre del 1997 al CSA Pacì Paciana, poco prima del concerto dei B4, in uno stato mentale altamente annebbiato. E' incredibile come in una serata possa nascere un'amicizia, i quattro di Caserta sono tra le persone più simpatiche che abbia mai conosciuto. Beh, spazio a loro...

Come prima cosa, presentatevi.
F: Sono Francesco e suono la chitarra.
A: Io sono Amerigo e suono il basso.
M: Sono Massimiliano e suono la chitarra.
E: Enrico, batteria. Cosa fate per sopravvivere?
F: Per il momento viviamo tutti con i nostri genitori, nel senso che siamo degli ottimi figli di papà. Studiamo, cerchiamo lavoro, cose così...
M: Io non faccio un cazzo... Forse più in là farò qualcosa, ma per adesso me la godo. Da quant'è che state in giro? Suonavate in altri gruppi prima? F: Suoniamo da un anno e qualche mese. Amerigo ed Enrico prima suonavano in un gruppo garage, i Neurotics... Niente di che... Come vi è venuto in testa di mettere su un gruppo surf e non, che ne so, un'orchestra di liscio?
A: Questioni vecchie... Noi il surf l'abbiamo sempre sentito; sentiamo di tutto, però questa è la nostra musica preferita. E' dall'88 che sentiamo garage, rock'n'roll, surf. Alla fine, è la musica che più ci piace ed è quella che riusciamo a suonare meglio, semplicemente. Non ci sono altre ragioni. E da cosa avete preso spunto?
M: Mah, diciamo che siamo stati un paio d'anni a suonare cazzate, a sperimentare. Però nel nostro gruppo una matrice anni '60 c'è sempre stata, perché fin dall'inizio nelle prove suonavamo un paio di pezzi "sixties style", giusto per gradire... Poi un bel giorno ci siamo rotti di suonare canzoni lunghissime, da quattro o cinque minuti, e abbiamo deciso di suonare questo tipo di musica, più veloce ed eccitante. In verità, a quei tempi non avevamo l'ambizione di fare una cosa seria, di girare: ci vedevamo il sabato alle prove, era un po' lo sfogo della settimana. D'altronde Francesco stava tutta la settimana a Napoli a studiare, e la stessa cosa era per Ghigo ed Enrico, e ci vedevamo pochissimo. Adesso ci sacrifichiamo di più, ci teniamo moltissimo, e dunque gli impegni seri li teniamo nella giusta considerazione. Quali sono stati i vostri ascolti di infanzia (quindici, sedici anni)?
M: Io ho tre fratelli più grandi di me, e quando avevo sedici anni un mio fratello, che ne aveva 22, mi faceva ascoltare parecchia musica reggae; inoltre in casa giravano i primi gruppi punk, i Ramones, e confesso anche i Cure. Gli altri, a quanto ne so, hanno avuto ascolti del tipo Stooges, CCCP, cose così.
A: I miei ascolti sono stati pressapoco gli stessi di Massimiliano, visto che è mio fratello... E' stato il lato positivo della convivenza forzata...
E: Quando ero piccolo, ricordo che sentivo i cantautori italiani, i Beatles che piacevano a mia madre, poi un mio amico mi prestò una cassetta dei Sex Pistols e da lì tutto cambiò... Comunque sentivo ovviamente anche i Doors.
F: Io ho sentito un po' la stessa musica che hanno sentito gli altri, da ragazzino i cantautori, i dischi che erano in casa. Quello che mi ha fatto cambiare è stato l'ascolto dei Pink Floyd verso i quindici anni, e poi di Jimi Hendrix, che mi ha ispirato moltissimo. D'altra parte, ho sempre amato la musica anni sessanta e settanta. Che legami avete con la "scena" surf e garage in Italia? Chi apprezzate, e con chi avete suonato?
E: Il primo gruppo che mi viene in mente sono i Petrifieds di Foggia, con cui siamo amici già da molto tempo, soprattutto Amerigo conosce bene Mario ("Third Eye" Aquilino, chitarrista dei Petrifieds). Poi ci piacciono molto i Cosmonauti, conosciamo Alessandro, il batterista, che è un ragazzo molto simpatico (confermo!) e che speriamo di incontrare domani a Pavia (al Bus-One 60's Party). Sulle Ups! non ci pronunciamo, l'unica cosa che ti posso dire al proposito è che non le amiamo proprio per niente... Sempre in ambito surf apprezziamo Massimo Del Pozzo, il suo gruppo (Royal Knightmares) ci piace parecchio. Secondo me, i due migliori gruppi surf in Italia sono i Petrifieds ed i Cosmonauti, che rappresentano le due facce della medaglia: i primi sono più oscuri, i secondi sono più classici, alla Del-Fi per intenderci. Ah, anche gli Uninvited sono molto bravi. L'importante in questa musica però, oltre alla tecnica strumentale, è il tipo di suono che riesci ad ottenere, quindi c'è tutta una ricerca sugli strumenti... servono un sacco di soldi! Gli Uninvited hanno la strumentazione, ed hanno un ottimo impatto. Non so se sia costruito, studiato o meno, fatto sta che sono molto trascinanti. Come reagiscono nella vostra zona alla vostra proposta musicale "reazionaria"? C'è gente che vi tira addosso pomodori ed uova marce, o alla fine di ogni serata ci sono sotto il palco migliaia di ragazze urlanti pronte ad esaudire ogni vostro desiderio? E inoltre, a proposito della vostra considerevole età (media 25 anni), siete sentimentalmente impegnati e/o sposati?
F: Sposati no, diciamo che Ghigo è scapolo e disponibile...
A: Disponibilissimo!
F: ...invece noi tre restanti abbiamo delle gentili donzelle con cui amiamo passare il tempo. A proposito della reazione del pubblico, dalle nostre parti ci va bene, nel senso che la gente balla e si diverte; ci sono persone che ci seguono. Molti sono amici, e c'è molto affetto intorno al nostro lavoro, questo è sicuro. Non è gente patita della "scena", ma è un buon pubblico, ci vogliono bene. A Caserta ci sono posti per suonare?
F: In questi ultimi anni a Caserta c'è stata una grande invasione di locali, in maniera assurda, tipo una trentina di locali in Caserta e provincia. Il brutto è che pagano i gruppi più grossi, noi non veniamo pagati poi così tanto.
A: Il fatto è che non in tutti i locali possiamo suonare, perché spesso non si può alzare più di tanto la chitarra, la batteria è troppo forte, e non si può fare bordello... Però nei locali in cui abbiamo suonato è andato sempre tutto bene, a cominciare dal pubblico, fino ai gestori che si sono fatti i soldi.
E: A Caserta, il vero problema dei locali è che non sono bene attrezzati, in quanto il suonarci dentro dal vivo è una cosa relativamente nuova. Per esempio, quando abbiamo suonato in un locale di Roma, che era per certi versi molto simile ai locali di Caserta, abbiamo notato che aveva un palco montato, un impianto luci... insomma, il problema è l'attrezzatura.
F: A questo proposito vorrei dire un'altra cosa: ci è capitato di suonare in posti dove chi si occupava dei gruppi non sapeva neanche cosa fosse la musica surf, né gliene importava assolutamente niente. Non sono posti in cui dei ragazzi ti chiamano per sentirti suonare e lo fanno per passione... E' normale che ci sia un guadagno, ma per loro non cambia niente se suoni tu o se suona un altro, l'importante è che si riempia il locale e che abbiano un ottimo tornaconto. Ultima domanda: come è andato il mini-tour in Polentonia? E' venuta gente a vedervi suonare, e hanno gradito?
F: E' andato tutto bene, siamo molto contenti: abbiamo girato un po', abbiamo visto posti diversi, siamo stati accolti egregiamente. Ci siamo divertiti, abbiamo divertito gli altri... La gente è venuta e mediamente ha più o meno apprezzato, a seconda del luogo: ad esempio a Trieste ci siamo ritrovati di fronte un pubblico attento, che conosceva un po' di più il genere; al contrario ieri a Milano abbiamo avuto un pubblico che non seguiva più di tanto la "scena" (questo dipende più che altro dal posto), ma che si è comunque divertito.
A: Soprattutto a Trieste, devo dire che siamo stati trattati benissimo, grazie a Lorenzo degli Occhio Spia, che salutiamo e ringraziamo di nuovo, perché è un grande. Finisce qui l'intervista a questi quattro surfers casertani, che solo una mezz'oretta più tardi hanno infiammato il freddo pubblico bergamasco del CSA Pacì Paciana. A tutti quelli che li hanno visti almeno una volta in concerto è rimasto un ottimo ricordo, a me in particolare una voglia matta di rivederli presto su di un palco. Tutti quelli che per una ragione o per l'altra non se li sono mai inculati, faranno bene a rimediare subito... hanno già perso un'occasione!