Ciao
a tutti. Siete appena entrati nel magico mondo di Johnny. Siete pronti a cominciare
questo viaggio verso territori che non vorrete più
lasciare? Come 'che viaggio?'? A Journey To The Stars, vi risponderebbero
i Ventures. Un viaggio verso lidi molto più caldi della provincia bergamasca
dalla quale vi scrivo. Un viaggio accompagnato da una colonna sonora ininterrotta,
nella quale si susseguono senza soluzione di continuità selvagge cavalcate
sulle onde, dolci brani ballabili retti da organi Farfisa, urla sguaiate di
cantanti sbronzi e fatti, ritornelli che si fissano in testa come la prima
declinazione nell'ora di latino (rosa, rosae...). Volete sapere che cosa vi
serve per viaggiare con me? Innanzitutto dovete saper leggere, ma se siete
arrivati qui probabilmente questo non è un problema per voi... a meno che
non abbiate comprato questa fanzine solo perché attratti dalla copertina.
Vi capirei, comunque, anche a me piace un sacco. Poi avete bisogno di un giradischi
con le casse, per poter ascoltare con le vostre orecchie la nostra colonna
sonora. Non avete bisogno del lettore CD, anzi se ne avete uno tenetelo a
riposo. I vostri CD non li guardate più per un po', non rientrano nelle vostre
necessità reali. Un po' di soldi non guasterebbero, sennò come vi comprate
i dischi che vi consiglio? A me piace molto la birra, quindi vi consiglio
di riempire il frigorifero di lattine e bottiglie, ma se non avete i miei
stessi gusti non vi preoccupate, l'alcool non è necessario, aiuta soltanto.
L'ultima cosa che vi serve per poter partire con me, è un minimo di apertura
mentale... Sono io che devo restringervi il campo! Potrei parlarvi di infiniti
generi musicali, ma in questo mio spazio metaforico, in questo momento di
comunicazione con voi, non mi voglio distaccare dalla cultura sixties-oriented
e dal rock'n'roll. Non che abbia una grande cultura nel ramo, sono nato nel
'78 e mio padre ha sempre preferito la musica degli anni settanta tipo Led
Zeppelin e Doors, così nessuno mi ha aiutato nella scelta. Sono un autodidatta,
che volete farci? Vorrà dire che cresceremo insieme... Qualcuno potrà pensare
che io segua la moda, il trend scoppiato con Pulp Fiction. Liberissimo di
farlo, anzi vi dirò che è proprio vero, prima di vedere il film di Tarantino
non sapevo neanche cosa fosse il surf. Del garage, poi, neanche a parlarne.
Ci sono arrivatoin seguito. D'altronde, l'underground rimane tale anche per
le riviste pseudo-underground, quindi da Rumore e soci io sentivo parlare
dei Sonic Youth, dei Nirvana e degli altri gruppi "grossi", non c'è mai stato
un titolone sui
Fuzztones,
sui Phantom Surfers o sugli Others. Sulle troppe fanze italiane interessate
al solo punkrock, di puro e semplice r'n'r se ne è sempre parlato gran poco.
Grazie a Tarantino o a chi per lui ha composto la colonna sonora di Pulp Fiction,
parecchi ragazzi hanno scoperto un genere, anzi un mondo, che per cause anagrafiche
non avevano potuto conoscere prima. Quindi tutti gli auto-nominatisi guru
del garage e del surf è meglio che non la menino troppo con la loro autenticità
opposta alla mia eventuale ignoranza. L'ho già detto io che non sono colto
in questo genere, io parlo di quello
che
so e di quello che mi piace, cercando sempre di non fare il passo più lungo
della gamba. Concluso questo discorso, il mio massimo rispetto va a coloro
che fanno parte della "scena" da molto più tempo di me; come dicono gli americani,
'Keep it real!'. Bene, dopo tutto questo gran discorso, ritorniamo ai preparativi
del nostro viaggio. Ora che avete tutto pronto, sappiate che il viaggio che
vi propongo sarà probabilmente senza ritorno. Per adesso siete ancora sulla
soglia, ma una volta entrati nell'enorme edificio del rock and roll troverete
difficilmente la forza e la voglia di tornare fuori. Vi verrà la tentazione
di spendere tutti i vostri soldi in vinili, di scrivere la vostra propria
fanzine, di litigare con i vostri genitori per andare a tutti i concerti ed
i festival di cui verrete a conoscenza. Diverrete dipendenti, un po' come
con l'eroina. Tutto questo a me è già successo (tranne l'eroina), e vi posso
dire che l'edificio di cui vi parlavo è internamente progettato a spirale,
più scale si salgono, più grande è il vostro campo di interesse. Andrete nei
mercatini delle pulci a cercare dischi degli anni '60 e '50, salirete in soffitta
sperando in inaspettati passati musicali dei vostri genitori, andrete persino
a lavorare per potervi permettere il singolo introvabile e carissimo che completerà
la vostra collezione. Attenti a non esagerare, però, il collezionismo spinto
a livelli esagerati fa male a tutti. Non accettate ricatti da nessuno, c'è
un limite a tutto. Non è necessario pagare più del giusto un disco: dopotutto
è solo un pezzo di plastica. Io vi ho avvertito, sapete quello che vi aspetta.
Se volete seguirmi, se volete entrare con me in 'da house, lo fate a vostro
rischio e pericolo. Un ultimo consiglio: non prendetemi, non prendetevi e
non prendete tutto troppo sul serio, in fin dei conti it's just entertainment!!