Atomic Bandits + Dick Dastardly + SuperArgos - CSA Eterotropia
S.Donato (MI) - 7/2/1998
Non essendo disponibile il teletrasporto causa guasto tecnico, la mia Red Panda™ si fa protagonista e sopporta fino all'Eterotropia il peso-forza esercitato da me ed Andrea, che stasera equivale a [(massa J + massa A) x g], dove g è ovviamente l'accelerazione di gravità (considerato che stasera c'è poca nebbia e che siamo in provincia di Milano, provate un po' a calcolare: a) la densità media dell'aria interna all'automobile, sapendo che Andrea ha renzato una dozzina di volte; b) la quantità degli insulti da noi lanciati all'indirizzo dei veicoli trafficanti l'autostrada; c) la probabilità di investire il camper di Stranamore, non graffiare il paraurti ed eliminare per sempre Alberto Castagna). Una volta arrivati sul posto, l'atmosfera è molto rilassata, e io ed Andrea troviamo il tempo per fare qualche partita a carte (per chi fosse interessato, ecco i risultati: briscola - 3 a 0 per me; scopa - 1 a 0 per me; scopa con 9 carte in mano, inventata da Andrea - 2 a 0 per lui). Arrivano Matteo e Giulio degli infami Dick Dastardly, e poi conosciamo i due gruppi di Foggia (in totale 4 persone + 1 "roadie") e passiamo il tempo commentando i loro acquisti vinilici del pomeriggio. Come da routine, soundcheck, cena e qualche birra e si fanno le undici. I primi a salire sul palco sono gli Atomic Bandits, formati da due SuperArgos (Gene Crazed, voce e chitarra, e G-Gino, batteria) e dalla simpatica bassista Barbara "Froggy", i quali impiegano pochissimo tempo a scaldare il pubblico con il loro miscuglio di primitivo rock'n'roll e di selvaggio rockabilly, suonato con tutta la passione e la violenza necessarie. In poco più di mezz'ora di concerto suonano una ventina di pezzi, tra cui quasi tutti i brani del magnifico demo e un bel po' di covers come Surfin' Bird, Money Money, Vampire Rock e She's The One That's Got It; naturalmente il pubblico approva e lo dimostra lanciandosi in indiavolati shakes e provocando dolore fisico a chi non è pronto all'impatto. Notevole a proposito la performance sotto il palco del signor Michelangelo Mongiello, privo di una caviglia funzionante ma comunque agile e scattante nell'evitare simpatici spintoni da parte mia e degli avversari Dick Dastardly. Quando gli Atomici scendono dal palco il pubblico in delirio li acclama, per poi accogliere con fischi copiosi l'ascesa dei marci e lesissimi milanesi D.D., i quali, senza guardare in faccia nessuno, cominciano il loro devastante set. Quello che le casse vomitano è lercio punk '77, genere che di solito non mi attizza più di tanto, ma che stasera sopporto volentieri, dato lo spettacolo che offre la vista dei quattro sul palco: molto curata la ricerca delle posizioni da parte di Giulio e Matteo, direi quasi immobili (tranne che per qualche salto assolutamente fuori tempo del Donda); al contrario il King si sbatte sul palco in lungo e in largo mentre si sgola nel microfono, sembra una tigre in gabbia. Tra il bordello generale, da noi oltremodo fomentato con lancio di oggetti, sputi e dita medie in quantità, si riconoscono cover di gruppi iugoslavi e qualche pezzo del loro ottimo demo. All'incirca dopo una decina di minuti, in corrispondenza del fatidico pezzo Adolf You Beauty, durante il quale al solito si sprecano i saluti romani sopra e sotto il palco, il volume della voce viene totalmente abbassato dai ragazzi dell'Eteroropia, che non vogliono "storie nazi" nel loro centro sociale (e dimostrano però di non avere capito niente). I Dick Dastardly suonano ancora un pezzo, con il King che si violenta le corde vocali nel microfono ormai inutile, e poi scendono per evitare il linciaggio. Giusto il tempo di complimentarci con loro per la cazzonaggine dimostrata (effettivamente stasera, essendo in un centro sociale, potevano evitare di suonare i loro pezzi "hitleriani"), e sul palco salgono tre personaggi mascherati da wrestlers. Senza nemmeno salutare (fatto che sarà la causa del macello a seguire), 'sti fetenti attaccano con un'intro strumentale, per poi permettere a Michael Myers di spaccarci i timpani con le sue urla da invasato. Nel giro di tre minuti l'Eterotropia diventa una bolgia: bottiglie che volano, cariche da stadio, spintoni... Insomma, 1-2-3-viuleenza! Tra il pubblico, Matteo Donda tira fuori da chissà dove un gatto a nove code e si mette a frustare chiunque gli capiti a tiro. Nel frattempo, anche sul palco è il devasto più assoluto: Michael Myers, nonostante il dolore alla gamba, sale sopra una cassa e, urlando, minaccia di buttarsi sul pubblico; non sono pochi gli oggetti che lo colpiscono, a fine concerto avrà tutto il corpo pieno di lividi. Affari suoi, si è messo la maschera da wrestler... Il lato musicale del loro set è messo un po' in secondo piano dalla situazione, ma chi sta attento non fatica a riconoscere canzoni come Pass Me The Bottle, Chicken Walk, Surfin' School o Beat Doll. Quando il concerto (sarebbe meglio dire il massacro) si conclude, non c'è una persona all'interno del centro sociale che non stia sgocciolando per il sudore. Concerti del genere sono meglio della ginnastica, se riesci ad evitare gomitate, frustate e bottigliate...